QUESTA È L'ENERGIA DEL FUTURO. L'ACCENDIAMO?

IL GAS NATURALE È LA FONTE DI ENERGIA IDEALE PER I NOSTRI BISOGNI QUOTIDIANI. IN ATTESA DI UN FUTURO SOLO GREEN CON LE RINNOVABILI

Il gas naturale è sempre un tema di attualità quando si parla del futuro energetico del mondo. A sostegno di questa tesi ci sono i dati pubblicati dai più importanti studi del settore, come il World Energy Outlook 2017 prodotto dall’IEA (International Energy Agency), che raccontano come il gas naturale, fonte pulita e versatile, sia una delle poche risorse in grado di giocare un ruolo di primissimo piano nel soddisfare i fabbisogni energetici di paesi come l'Italia e, allo stesso tempo, ridurre le emissioni di CO2. I suoi vantaggi, del resto, sono molteplici: dal trasporto, che prevede un sistema energetico flessibile ed economico, alla disponibilità delle riserve naturali e degli approvvigionamenti, fino arrivare alle filiere industriali che generano ricadute positive su vari comparti economici come quello agro-alimentare.

L'accordo di Parigi riconosce l'importanza di  mantenere l'aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine, di puntare a limitare l'aumento a 1,5°C,e di procedere successivamente a rapide riduzioni in conformità con le soluzioni scientifiche più avanzate disponibili.

Cos'è il Gas naturale

Il gas naturale è un combustibile fossile costituito da una miscela di idrocarburi, soprattutto metano, e da altre sostanze gassose come anidride carbonica, azoto, idrogeno solforato e, in casi minori, elio, radon e cripton. Le miscele che contengono soprattutto metano si dicono secche, mentre quando sono presenti anche idrocarburi come il propano e il butano sono umide. Il gas naturale deve essere trattato per eliminare l'anidride carbonica e l'azoto, che lo rendono poco infiammabile, e l'idrogeno solforato che è un gas tossico e corrosivo.

L'abbandono dei combustibili fossili

Per centrare l'obiettivo dell'abbandono dalla dipendenza di petrolio e carbone, che avverrà in maniera sempre più progressiva, c'è bisogno di seguire una strada che non può essere rappresentata oggi dalle rinnovabili. Le cosiddette energie verdi, infatti, non sono ancora in grado di caricare sulle proprie spalle un compito così gravoso. Nel 2015, ad esempio, la loro quota nell'approvvigionamento energetico primario mondiale era pari all’1,5% (solare, eolico e geotermico). In quella classifica, il petrolio guardava tutti dall'alto con il 31,8%, seguito da carbone (28,1%), gas naturale (21,6%) e nucleare (4,9%).

Il gas naturale, per generare elettricità, emette metà anidride carbonica del carbone bruciato e almeno il 75% in meno di ossido di azoto e altre particelle

+12%: crescita dei volumi di LNG nel 2017, rispetto all’1,6% medio dal 2010 al 2016

Emissioni a confronto

Secondo il documento dell'IEA le emissioni del gas naturale mostrano chiari vantaggi rispetto alle altre fonti fossili. La CO2 (per unità di energia prodotta) che viene liberata in atmosfera è del 40% più bassa rispetto al carbone e del 20% rispetto al petrolio. ma come ricorda l'analisi di Giandomenico Serrao per Agi, il vantaggio del gas naturale sugli altri combustibili fossili è ancora maggiore se si considerano le emissioni di molti inquinanti dell'aria. Sostanze nocive come il particolato, gli ossidi di zolfo, l'anidride solforosa e l’ossido di azoto che hanno un ruolo fondamentale nell'innalzare il livello di smog delle città. Secondo i dati di Energia Oltre, inoltre, il metano produce emissioni di CO2 inferiori del 25% rispetto alla benzina, del 16% rispetto al Gpl, del 30% rispetto al diesel e del 70% rispetto al carbone. E la sua capacità di formare ozono è inferiore del 80% rispetto alla benzina e del 50% rispetto a gasolio e Gpl.

La combustione del gas, invece, produce numeri molto meno invasivi. Se significativi permangono i livelli di ossido di azoto, circa il 10% delle emissioni globali di questa sostanza, si portano a livelli trascurabili quelli di particolato mentre si annullano totalmente le emissioni di anidride solforosa. L'unico problema che ancora rimane è rappresentato dalle ‘fughe di gas’ nei processi industriali di estrazione e di produzione di energia, nel trasporto e nell’uso comune. Ma è lo stesso studio dell'IEA a sostenere come il problema sia risolvibile a costi accettabili.

+1,6%: proiezione della crescita annuale del gas al 2040, concentrata soprattutto nelle regioni non OCSE in Asia, Africa e Medio Oriente

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+3,7%: crescita del consumo globale di gas nel 2017 supportata dalla Cina (>30% della crescita globale), più del doppio rispetto al tasso medio dei cinque anni precedenti

Consumi e caratteristiche green

L’ascesa del gas naturale è uno scenario suffragato dai dati di un altro importante studio, il “Global Gas Report 2018” , una ricerca sviluppata dall’International Gas Union, Boston Consulting Group assieme a Snam. Il documento sostiene che il consumo di gas aumenterà almeno dell’1,6% ogni anno nei prossimi decenni mentre l’utilizzo di consumo di gas nelle città al 2040 raggiungerà quota 90%, migliorando persino la qualità dell’aria.

Sono conclusioni molto simili a quelle contenute nello studio dell’IEA. “Sarà il settore dell’industria a trainare la crescita del gas, per una percentuale che si attesta intorno al 3% annuo”. Una soluzione produttiva che, come visto, si allinea con quella più "green voluta da accordi internazionali e misure volute dai singoli governi. Seguendo questa linea appare chiaro che a molte domande energetiche si possa rispondere in una sola maniera: con il gas, naturalmente.